SRI  LANKA

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Lo Sri Lanka ha ratificato il 23 gennaio 1995 la Convenzione dell’Aja per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozioni internazionali e ha designato quale Autorità Centrale il Department of Probation and Child Care Services, affidando altresì le politiche di intervento ad ampio respiro riguardanti la tutela dei minori alla National Child Protection Authority.

 

Le procedure di adozione internazionale sono regolate dalla Legge sull’adozione di minori, n°15 dell’11/03/1992, che afferma il principio di sussidiarietà dell’adozione internazionale (art. 2, comma 1) e stabilisce in dettaglio le procedure legali per l’adozione di minori cingalesi da parte di cittadini stranieri o residenti all’estero, prevedendo tra l’altro che venga fissato annualmente un numero massimo di adozioni internazionali a seconda dell’effettiva necessità.

 

Oltre al disagio economico, tra i motivi di abbandono dei minori figura in modo prominente l’illegittimità che tuttora comporta una pesante discriminazione sociale sia nei confronti del figlio che della madre. Sono pertanto numerose, soprattutto nelle realtà rurali, le ragazze madri che si rivolgono agli istituti per chiedere che il proprio figlio illegittimo venga dato in adozione, nella speranza di garantirgli in tal modo una vita migliore e di sottrarsi all’ostracismo di cui sono a loro volta fatte oggetto. 

 

I motivi per cui un minore in stato di adottabilità può non trovare accoglienza presso una famiglia locale sono molteplici: la presenza di patologie, anche curabili, l’appartenenza a un’etnia diversa rispetto a quella degli adottanti e persino un oroscopo non in armonia con quello degli aspiranti genitori adottivi. Per quanto riguarda le fasce d’età i bambini sono per lo più molto piccoli (possono essere dichiarati adottabili dal terzo mese di vita). E’ possibile che, nel corso del 2005/2006, se si dovesse prendere in considerazione l’adozione internazionale per i minori rimasti senza tutela parentale a seguito dello tsunami, il numero di bambini più grandicelli possa aumentare, dal momento che i minori sopravissuti al maremoto, contrariamente all’impressione ingenerata dai media, sono per lo più nella fascia d’età al di sopra dei sei/sette anni.