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PARLIAMO DI ADOZIONE |
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COSA VUOLE DIRE ADOZIONE
Adozione è dare una famiglia e quindi cure, affetto ed educazione a tutti quei bimbi che si trovano in stato di abbandono e che non hanno altre opportunità di futuro se non crescere in un istituto. Con l’adozione si crea un rapporto di amore duraturo tra una coppia ed un bimbo non procreato da loro, è una avventura difficile, ma appagante che richiede un percorso formativo a volte faticoso, ma sicuramente bellissimo. Quando una coppia inizia a pensare ad un percorso adottivo dovrebbe, come primo passo, riuscire ad accettare il fatto di non essere riusciti a procreare. I tecnici chiamano questa fase “accettazione del lutto” e dicono che è molto importante per la coppia avere superato questo doloroso momento, solo così riusciranno ad avvicinarsi serenamente e con gioia, inizialmente solo col pensiero, al futuro figlio. Accettare che tutti i bambini sono uguali, che qualsiasi bambino può essere nostro figlio anche se non è stato generato da noi, anche se la sua pelle è di un colore diverso dal nostro è il primo grosso passo, è il primo atto d’amore verso quel bimbo che in una qualche parte del mondo ci sta aspettando. L’adozione non è una genitorialità di serie B rispetto alla procreazione naturale, è solo un altro modo per diventare genitori. Sono molte le coppie che con figli naturali si rivolgono all’adozione, diventando un chiaro esempio di come le due esperienze siano belle e importanti allo stesso modo. Come già detto è indispensabile aver maturato profondamente la scelta che si sta affrontando, essere certi di essere disponibili ad accogliere, come figlio, un bimbo nato da altri. Una scelta tanto importante può maturare meglio aiutandosi con letture ed incontri tra famiglie adottive, ma il confronto più importante può essere fatto solo all’interno della coppia.
LA SCELTA
E’ opportuno pensare di “scegliere il bambino”? La risposta può essere solo, assolutamente e senza tema di smentite, NO! Gli istituti che accolgono i bambini non vanno visti e non sono supermercati dell’infanzia! Sicuramente vi sarà stato chiesto di immaginare il vostro bambino ideale, ma il significato è esclusivamente orientativo. Per cui più rigidi e numerosi saranno i “paletti” che porrete, più difficile sarà arrivare all’ incontro con il vostro bambino. L’abbinamento dipende dall’Autorità centrale del paese di origine del minore che, esaminando le varie domande di adozione individuerà la potenziale famiglia per un determinato minore. La nostra legge sull’adozione prevede che gli aspiranti genitori possano esprimere un’indicazione ad adottare in uno dei paesi nei quali l’ente è autorizzato; ma se, da un lato, esprimere questa indicazione è legittimo, dall’altro si scontra con l’iniziale " offerta di disponibilità”, ne diminuisce il valore ed il significato e riporta la coppia alla complessità delle motivazioni che l’hanno portata verso l’adozione internazionale. Chi si avvicina all’adozione internazionale dovrebbe avere come dote naturale l’assenza di pregiudizi nei confronti delle varie etnie, delle differenze somatiche, del colore della pelle. Se non avete ancora raggiunto questa maturità, potete chiedere di essere aiutati ad acquisirla per avere, così, una reale apertura e disponibilità. Nessun Ente Autorizzato potrà mai darvi la certezza circa il buon esito della vostra pratica di adozione, per lo meno fino a quando non ci sarà la segnalazione di un minore e la procedura all’estero sarà conclusa. Può succedere tutto: un cambio di legge, modifiche alla procedura, governi che cadono, amministratori che si alternano, magistrati che si susseguono, oppure scoppia uno scandalo e tutto si ferma! Potremmo chiedervi di rifare i documenti, di integrare quelli già spediti, di cambiare paese e ricominciare dall’inizio! Se non vi sentite di affrontare un’ attesa tanto bella quanto snervante, con alti e bassi; una situazione dove nulla è preordinato e sicuro, dove non esistono garanzie; forse dovreste fermarvi a riflettere ancora un poco e chiedervi se, realmente, siete pronti per l’incontro con un bimbo che, è vero, diventerà vostro figlio, ma che è diverso da voi. Solo voi potete darvi una risposta sincera, perché solo voi conoscete il vostro pensiero, le vostre emozioni ed i vostri sentimenti. Noi possiamo solo dirvi che se avete dei dubbi, noi siamo qui, per aiutarvi a superarli, per parlare delle vostre paure, per aiutarvi ad incontrare vostro figlio nel migliore dei modi, accettandolo per come sarà, con le sue caratteristiche somatiche e di colore, anche se fossero diverse dalle vostre. Se non vi sentite pronti ad affrontare tutto ciò, forse varrebbe la pena che vi fermiate ancora un poco! L’adozione è un atto di amore immenso, senza confini, che dura per sempre, ma non è facile, né semplice, né rapida. “L’adozione riuscita è l’incontro di due aspettative, l’avverarsi di due richieste di felicità” (Simone Vail). Pertanto, non cercate solo la vostra felicità pensando alla vostra sofferenza per non essere ancora genitori; tenete bene e sempre a mente anche quella dei bimbi che vi apprestate ad incontrare: anche loro hanno sofferto, anche loro hanno paura, loro sono anche soli, senza nessuno che li ami, senza nessuno che li tuteli. Aspettano tutti, grandi e piccoli, belli e meno belli, bianchi, neri e gialli, una famiglia che li ama, che li accolga e li accetti per come sono con le loro caratteristiche fisiche e somatiche. Fate in modo che siano loro a “scegliere” voi perché gli sapete dare ciò che non hanno mai avuto, ma che è un loro diritto avere: una famiglia felice e serena che li ama. Fate che la felicità più grande sia la loro, ne hanno diritto dal momento che sono nati! L’unico “diritto” da rispettare assolutamente è quello di questi bimbi che stanno chiedendo solo di continuare a vivere con felicità nell’amore di una famiglia. |